Radio Club 91

Un successo tira l’altro

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Tantissime le uscite musicali di questa settimana, tra loro Tommaso Paradiso e Baustelle

Tra il giovedì e il venerdì ci sono sempre grandi aspettative per gli appassionati di musica e in questo caso uno dei singoli più attesi, nella nuova settimana, è la collaborazione tra Tommaso Paradiso e i Baustelle, un incontro avvenuto anni fa su un treno tra Roma e Milano e che adesso prende forma e nome: si chiama ‘Amore indiano’.

«Eravamo soli, due solitudini sullo stesso treno, lui si è avvicinato a parlarmi ed era la persona insieme più timida e più coraggiosa e spontanea che mi si fosse mia presentata: ho visto un po’ di me in lui, la mia parte schiva e anche quella appassionata. Abbiamo fatto mezzo viaggio insieme, poi ci siamo iniziati a incontrare per scrivere canzoni». Ha dichiarato Francesco Bianconi.

“È stato un diesel il nostro rapporto, sia con Francesco che poi con Rachele è stato tutto sempre voluto, cercato, e a distanza di anni da quel viaggio in treno in cui ero timido, la nostra è diventata un’amicizia vera, duratura, che ci ha fatto arrivare a trovarci pienamente amici nel tempo, una cosa cercata, giusta”, ha poi aggiunto Tommaso Paradiso. Il singolo parla di malinconia e romanticismo,  una hit da estate di San Martino, dicono gli artisti, una ballatona che vuole risultare familiare ma al contempo stupire.

Questa settimana ci sono tantissimi altri singoli che si candidano a tormentone dell’estate 2023. Tra i più quotati, “Disco Paradise” di Fedez, Annalisa e J-Ax (Articolo 31). Fuori anche i brani “Granita” di LDA e “Produmo” di M¥SS KETA. Ernia torna in compagnia dell’amico Bresh, del leggendario Fabri Fibra e del super produttore Zef. C’è il nuovo singolo di Shade con il featuring di Federica Carta. “Picasso” il nuovo singolo di Willie Peyote. E ancora, il ritorno alla grande di Fulminacci con due singoli: Ragu e Smile, Coco Chanel con Boro Boro e tanti altri ancora.

Esce l’ultima di Dua Lipa, “Dance The Night”, colonna sonora di “Barbie” e  i OneRepublic con Runaway

Escono oggi anche due dischi: Marco Mengoni chiude il cerchio della sua ultima esperienza discografica e torna con ‘Materia (Prisma)’, terzo capitolo del progetto lanciato nel 2021 e c’è tanta attesa per il suo singolo con Elodie “Pazza musica”. Infine, dopo l’uscita del singolo “Aspettiamo mattina”, Aiello pubblica “Romantico”. Il progetto è un disco pop, diretto, pieno di poesia e di vita vissuta: incontri, viaggi, cambiamenti. E poi sesso, cibo, mare, elementi distintivi e caratterizzanti nella poetica del cantautore. Tra i suoi duetti è atteso quello con l’amica Alessandra Amoroso. Siete pronti dunque a sentire questi nuovi successi sulle frequenze di Radioclub91?

Di |2023-05-26T10:13:44+02:0026/05/2023|Musica, News|0 Commenti

Mala-sosta: non paga il parcheggiatore e trova l’auto bruciata

La scena, quella classica, è la seguente: “deve parcheggiare? Signo’ una cosa a piacere” (quando va bene altrimenti dicono la cifra che sempre più spesso è intorno ai cinque euro) e si hanno due vie: pagare o rifiutarsi. Nel primo caso si può stare tranquilli qualche ora, presumibilmente, nel secondo caso bisogna pregare e sperare che non accada nulla alla vettura e che si riesca a trovare al ritorno. Ecco siamo nel secondo caso: la protagonista è una donna della zona di Chiaia. Non paga il parcheggiatore abusivo e trova l’effetto sorpresa quando rientra. L’auto è stata incendiata.

Il fatto è stato reso noto dal deputato Francesco Emilio Borelli che, oltre ad avere ricevuto la foto dell’auto incendiata (le fiamme hanno coinvolto altre tre vetture) ha anche pubblicato lo scatto della denuncia presentata ai carabinieri in data 23 maggio 2023 dalla vittima che è una donna brasiliana. Ai militari ha raccontato di come l’incendio dell’auto sia stato soltanto l’atto finale di una serie di azioni intimidatorie volte proprio a convincerla a cedere e pagare il parcheggiatore.

Secondo quanto riportato, avrebbe incontrato l’uomo già il 16 maggio e in quel caso, al suo rifiuto, avrebbe trovato dei graffi sulla carrozzeria. Così anche il giorno 18 maggio. Il 19 maggio il parcheggiatore si sarebbe avvicinato a lei con toni minacciosi e urlando le avrebbe detto non solo di non averle graffiato l’auto, ma che se avesse continuato a lamentarsi le avrebbe bucato le ruote dell’auto. La sera sarebbe accaduto davvero.  Il 22 infine ha parcheggiato a Via Martucci e la mattina del 23 sarebbe stata informata dei resti dell’auto data alle fiamme. Sul caso indaga la Polizia.

Mobilità sostenibile: Milano la più vicina al target europeo, Napoli a metà classifica

Fra le città metropolitane italiane, Milano è quella più vicina all’obiettivo europeo di mobilità sostenibile al 2030, seguita nell’ordine da Firenze, Venezia, Bologna e Roma. La città più lontana dall’obiettivo è Catania, preceduta da Reggio Calabria e Palermo. Lo sostiene il Rapporto “MobilitAria 2023”, realizzato da Kyoto Club e dal Cnr.

Milano risulta la città più vicina agli obiettivi, con un deficit del 32%. Seguono Firenze (47%), Venezia (51%), Bologna (52%), Roma (53%), Torino (54%), Napoli (56%), Cagliari (66%), Genova (69%), Messina (69%), Bari (71%), Palermo (73%), Reggio Calabria (75%), Catania (76%). Napoli si posiziona dunque a metà classifica.

La mobilità sostenibile è definita da cinque indicatori: trasporto pubblico potenziato e non inquinante, mobilità attiva, mobilità condivisa, tasso di motorizzazione e ripartizione modale. Tra gli obiettivi Ue al 2030, ci sono dimezzare i veicoli in circolazione per ogni città, far crescere ed elettrificare il trasporto pubblico, aumentare la mobilità ciclabile e pedonale, riequilibrare la ripartizione modale verso i sistemi sostenibili.

 

Napoli, il venerdì nero dei trasporti torna domani

Tutti a piedi in Italia domani, quanto meno in più momenti della giornata. Lo sciopero generale indetto dall’Unione sindacale di base (Usb) – con l’adesione di Usb Ps e Fisi -per l’intera giornata, si legge in nota “rappresenta un passaggio importante per la ripresa delle rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici in Italia dentro un’economia di guerra, sia quella in Ucraina sia quella scatenata dal governo Meloni contro le fasce più povere e deboli”. Nella nota sindacale si chiarisce però che lo stop non interesserà i servizi essenziali delle zone dell’Emilia Romagna colpite dall’alluvione, coinvolgerà i settori pubblici e privati.

A Napoli per tram, bus e filobus il servizio è garantito dalle 5:30 alle 8:30 e dalle 17 alle 20. Le ultime partenze vengono effettuate 30 minuti prima dell’inizio dello sciopero e riprendono circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero. L’Usb fa anche sapere che a Napoli, alle ore 9.30, presso la sede dell’Unione Industriale di piazza dei Martiri, partirà un flash mob – citado testualmente quanto scritto – “contro la strage quotidiana che si consuma nei posti di lavoro e che, ora, tocca cifre paurose. Una strage su cui vige un complice silenzio e una assenza di provvedimenti risolutivi”.

Sant’Anastasia: fermati due giovanissimi

Su quanto avvenuto a Sant’Anastasia ci sarebbero ore di riflessioni. Com’è possibile che una famiglia debba vivere un trauma simile? Perché dei ragazzini avevano mitra e revolver? Perché due ragazzini di 19 e 17 anni hanno esploso almeno dieci colpi contro il bar in piazza Cattaneo? Domande lecite e legittime che portano a risposte non soddisfacenti sul piano giuridico, antropologico, sociale, culturale. Di contro, portano a un’altra consapevolezza: quanto accaduto è un altro fallimento dello Stato.

La bimba colpita stava mangiando il gelato. Nel locale c’era una festa con tanti bambini. Tra i bambini, nel locale, c’era anche il fratello di 6 anni della piccopa vittima che per fortuna è rimasto illeso. Fuori invece due ragazzini di poco più grandi di lei ritenuti i presunti responsabili di una serie di proiettili partiti da uno scooter. Le forze dell’ordine continuano le indagini intanto hanno acquisito le immagini delle telecamere. Il 19enne è stato fermato, il 17enne si sarebbe invece costituito. Intanto la bimba resta in rianimazione dopo essere stata operata ma la prognosi resta riservata, sua madre è al Cardarelli ma le condizioni non destano preoccupazione.

La musica internazionale piange Tina Turner

Era la regina del rock&roll, con la sua grinta, la sua voce e il suo sorriso ha riempito e scaldato i cuori di più generazioni. Tina Turner, ci ha salutati a 83 anni, dopo aver combattuto a lungo contro una malattia.

La leonessa del palco ha venduto oltre 180 milioni di album e vinto 12 Grammy Awards. “È morta serenamente nella sua casa di Küsnacht vicino a Zurigo, in Svizzera”, ha detto il suo portavoce. “Con lei – ha aggiunto – il mondo perde una leggenda della musica e un modello”. Ha avuto una carriera lunga più di mezzo secolo, che va dagli anni settanta al nuovo millennio.

Fra le sue hit “What’s Love Got To Do With it”, “Let’s Stay Together”, “Private Dancer” e “The Best”. Ha travolto, affascinato, conquistato milioni di persone mostrando il suo aspetto più forte ma anche quello più debole attraverso le sue biografie, “I, Tina” e “My Love Story”. Nel 2008, Tina Turner ha annunciato il suo ritiro ufficiale dalle tournée, ma ha continuato a lavorare su progetti musicali e cinematografici. Nel 2021, è stata pubblicata una docu-serie sulla sua vita chiamata “Tina”, che ha ricevuto ampi consensi da critica e pubblico.

Nel 2022 il figlio Ronnie fu trovato morto nella sua casa di Los Angeles. L’uomo aveva 62 anni e aveva avuto un cancro. La morte di Ronnie è arrivata 4 anni dopo che il figlio maggiore della nota cantante statunitense, Craig, si suicidò sparandosi nel luglio 2018.

Di |2023-05-24T23:15:07+02:0024/05/2023|Musica, News|0 Commenti

Sant’Anastasia: colpi contro un bar. Colpita una famiglia

Una bimba di dieci anni era seduta fuori a un bar con i suoi genitori quando, all’improvviso, viene colpita alla testa da proiettili volanti. Da lì la corsa in ospedale, al Santobono di Napoli, dove sarà operata in mattinata. Rimossa la pallottola che si era fermata nello zigomo. La piccola dovrà essere sottoposta in giornata ad un altro intervento, è intubata ed in rianimazione ma i sanitari sono fiduciosi sull’evolversi delle sue condizioni. Il tutto è accaduto nella notte, in una serata qualunque a Sant’Anastasia. Sarebbero stati colpiti anche i suoi genitori: il padre ferito lievemente alla mano, la madre ferita all’addome e trasportata al Cardarelli.

Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri di castello di Cisterna sarebbero circa dieci i colpi esplosi in piazza Cattaneo. Al momento la dinamica è in via di ricostruzione. Secondo l’ipotesi ritenuta maggiormente verosimile la famiglia, residente a Volla (Napoli), sarebbe stata colpita accidentalmente dalle pallottole, che sarebbero state esplose durante un litigio scoppiato in strada tra alcuni avventori delle attività commerciali della piazza; da definire anche se i colpi siano stati sparati ad altezza uomo o se i tre siano stati raggiunti da schegge o da proiettili di rimbalzo

Aggressione in pieno centro e pieno giorno: in ospedale vigile e senzatetto

“Ho dovuto farlo mi stava massacrando” avrebbe detto il vigile. Entrambi i feriti intanto sono stati trasportati in ospedale. All’agente sono state riscontrate fratture multiple ad entrambi gli arti superiori, un occhio tumefatto, applicati diversi punti di sutura al cranio ed è sottoposto ad ulteriori accertamenti.

Il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessore De Iesu e il comandante della Polizia Ciro Esposito si sono recati all’Ospedale del Mare per sincerarsi delle condizioni dell’agente e per esprimere tutta la solidarietà ma unq domanda resta nell’aria: ma come possono accadere certe cose?

Strage di Capaci: da 31 anni una storia da ricordare

Era il 23 maggio del 1992 quando a Capaci, a Palermo, la mafia vinse – almeno apparentemente – contro lo Stato e lo Stato stesso diede prova di essere codardo nell’abbandonare i suoi uomini e donne di giustizia. Quel giorno, 31 anni fa, morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Da allora, molte cose sono o sarebbero cambiate. Le coscienze di molti, ad esempio, sono andate alla ricerca dell’unione per la lotta, per la conquista della libertà dal cancro più tossico per la società.

“Io vi perdono, ma voi vi dovete inginocchiare”. Queste furono le famossisime parole di Rosaria Schifani che aveva 22 anni quando il marito, Vito Schifani, perse la vita. Non ha mai perdonato invece, forse, Tina Montinaro, la moglie del caposcorta. Non ha perdonato ma ha trovato la forza di raccontare la storia di suo marito in ongi contesto italiano affinché si sapesse. Ha più volte dichiarato: “In tutti questi anni ho capito che la mafia non ci ha fatto niente, non hanno vinto loro. Continuiamo ad andare avanti per insegnare ai più giovani i valori più alti per i quali vivere. Per far sì che non si permetta più a chi esce di casa per compiere il proprio dovere poi non ritorni tra i suoi affetti. Ecco perché quando si guarda della teca, non ci osservano sono solo i resti dell’auto di Falcone. Si tiene a memoria che lì dentro ci sono famiglie che hanno dato la vita per proteggere lo Stato”. Tina Montinaro ha poi fondato la Quarto Savona Quindici, un’associazione con cui si ricordano i chilometri persorsi e quelli che ancora bisogna fare. “Mio marito non era un eroe, disse ancora Tina, ma un poliziotto che ha fatto un giuramento e che ha svolto il proprio dovere fino in fondo. È importante far capire ai ragazzi che si apprestano a diventare poliziotti cosa vuol dire fare il proprio dovere, stare dalla parte della legalità”.
Nella celebrazioni odierne anche il commento del capo della Polizia Vittorio Pisani: “Il loro esempio continua a vivere e il nostro dovere è mantenerlo sempre più vivo”. Tra Capaci e via D’Amelio, dice Pisani, morirono “tre straordinari magistrati, Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e Paolo Borsellino e 8 eroici poliziotti: Rocco, Vincenzo, Walter, Agostino, Claudio, Vito, Antonio ed Emanuela, prima ed unica donna in uniforme uccisa dalla mafia”. Uomini e donne che, conclude, “nella perfetta consapevolezza dei rischi che correvano, hanno sacrificato la loro vita per l’affermazione dei valori di legalità in cui credevano e su cui si fonda la nostra Nazione”. 

Festa scudetto: saranno 14 i maxischermi

Il 4 giugno è alle porte, di conseguenza è alle porte il momento in cui il capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo e la squadra potranno tendere le braccia verso il cielo mostrando a tutti la coppa dei “Campioni di Italia”, un momento atteso per 33 anni. Proprio per l’entusiasmo della città e dei calciatori nel vivere un ricordo unico, è stato organizzato tutto nei dettagli: il prossimo 4 giugno ci saranno per 14 maxischermi.

Nel dettaglio, ci saranno 4 maxi-schermi a led nelle piazze a Napoli. Tra queste anche piazza del Plebiscito. Mentre altri 10 maxi-schermi saranno installati nell’area metropolitana di Napoli. Questo il piano condiviso da Comune, Prefettura e la Questura. Ci sarà anche la festa di popolo. Sicuramente quella allo Stadio Diego Armando Maradona, per i 50mila fortunati che riusciranno ad accaparrarsi il biglietto, che seguirà la partita di campionato con la Sampdoria e che farà esibire molti artisti, come accaduto anche dopo la sfida contro la Fiorentina.

Sarà festa grande ma, come dicevamo stamattina, con un inevitabile magone quanto meno accennato sapendo che il mister di questa splendida magia lascerà gli uomini dell’impresa epica. Nulla scalfisce la grandezza dell’opera e l’immensa gioia ma l’amarezza, almeno un po’, sarà tangibile.

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