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Un successo tira l’altro

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Non succede, ma se succede…festa grande a piazza del Plebiscito. Lo dice il sindaco di Napoli

C’è chi pronuncia quella parola e chi non lo farà fin quando “il gatto non sarà nel sacco”. A dire il vero, però, per l’evento, qualora dovesse avvenire davvero, l’amministrazione comunale deve farsi trovare pronta e, infatti, sin da adesso il primo cittadino di Napoli sta lavorando in tal senso a un programma che possa garantire l’incolumità di tutti e che possa fare esprimere, al contempo, l’euforia e l’entusiasmo.

Il mister del Napoli, Luciano Spalletti predica calma ma in città si inizia a respirare un’aria di festeggiamento e, dopo tanti anni, sarebbe anche giusto godere per lo spettacolo offerto da questa squadra. Il cammino è ancora lungo ma Gaetano Manfredi ha ipotizzato i festeggiamenti in piazza del Plebiscito.

“Ci saranno degli aspetti di sicurezza che andranno valutati con la Questura – ha detto il sindaco di Napoli, che poi ha annesso – Dobbiamo essere bravi a conciliare la spontaneità di questo momento con la sicurezza di chi ci partecipa”. Tra le opzioni anche un maxi schermo nel giorno dell’ultima partita di campionato.

Leggende metropolitane: la più famosa viene dalla Campania

Ci sono storie che rendono i luoghi magici e ci sono posti che rendono le storie uniche. C’è più o meno questo dietro al mondo delle leggende metropolitane. In Italia ce ne sono moltissime. Ne vediamo alcune.

A Milano si parla di almeno un’entità che si aggirerebbe all’interno del Parco Sempione; particolarità nella particolarità: parlerebbe delle conseguenze del fumo. Nell’elezione del 1958, quando fu eletto papa Giovanni XXIII si dice che in realtà fu eletto il cardinale Giuseppe Siri, che assunse per alcune ore il nome di papa Gregorio XVII. Secondo la leggenda, si dimise subito, nella notte, a causa delle pressioni di un gruppo di altri cardinali.

E ancora, tra le altre leggende metropolitane c’è la Torre del Serpe in Puglia. La fortezza era illuminata da una lanterna, ma ogni notte un serpente andava a nutrirsi dell’olio che l’alimentava. Notte dopo notte, strisciando tra le gambe dei soldati a presidio del luogo, per poi svanire quando arriva la prima alba d’Italia, senza lasciar traccia di sé.

E ancora, il tesoro di Manfredi, figlio di Federico II. Una leggenda intorno alla sua figura narra che il suo tesoro, composto da monete d’oro, d’argento e di rame, sia nascosto nelle Gole del Salinello, in Abruzzo, all’interno di una grotta celata da un grande e gravoso masso. A guardia del tesoro c’è una fata: a lei si possono chiedere prima le monete di rame, per poi tornare per quelle d’argento e infine per quelle d’oro.

Dulcis in fundo, Benevento con le sue streghe. Le cosiddette janare, ballavano ai piedi di un noce e rapivano le cavalle per cavalcarle fino a che non fossero esauste e alla fine della propria vita. Secondo la leggenda, c’era un modo per tenere lontana una janara, ossia distrarla facendo contare i fili di una scopa di saggina o dei grani di sale.

Spid e Cie, verso un’app unica per l’identità digitale nazionale

Spid e Cie, in arrivo un’app per l’identità digitale nazionale. Il dipartimento per l’Innovazione del governo sta lavorando al progetto. Il piano è in linea con le prerogative del Pnrr, che a sua volta vuole diffondere l’identità digitale: si punta a farla utilizzare al 70% della popolazione entro il 2026. L’obiettivo è far fluire i due servizi indentificativi in un unico programma.

La Commissione europea spinge per l’identità comune digitale e per questo è necessaria un’app dove archiviare le proprie informazioni personali. L’esecutivo potrebbe essere pronto a lanciare una gara a breve. Il rischio ora è di trovarsi con un doppione dell’app europea, dato che Bruxelles si era già mossa in anticipo.

Di |2023-02-23T18:54:30+01:0023/02/2023|Nazionali, News|0 Commenti

Rigopiano, a 6 anni dalla tragedia arriva la sentenza di primo grado

A oltre 6 anni di distanza dalla tragedia, è giunto a conclusione il processo di primo grado per la tragedia di Rigopiano, in cui l’hotel di Farindola venne travolto da una valanga il 18 gennaio 2017 e morirono 29 persone. Poco dopo le 17.00, il gup del Tribunale del capoluogo adriatico, Gianluca Sarandrea, ha letto la sentenza. Molte le assoluzioni, fra cui quelle dell’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo, e l’ex presidente della Provincia, Antonio Di Marco. Condannato a 2 anni e 8 mesi il sindaco di Farindola (Pescara), Ilario Lacchetta.

Di |2023-02-23T17:24:05+01:0023/02/2023|Nazionali, News|0 Commenti

Ultimo, addio al Festival di Sanremo

Ultimo non tornerà al Festival di Sanremo: quella di quest’anno sarebbe la sa ultima partecipazione alla kermesse musicale. Rispondendo a un fan su Instagram, che gli chiedeva se con Alba avesse definitivamente chiuso con Sanremo, ha commentato: “L’ho detto anche nelle interviste prima del Festival… Volevo chiudere un cerchio con Alba, l’ho fatto e quindi credo di non tornarci più”.
Di |2023-02-23T15:42:14+01:0023/02/2023|Musica|0 Commenti

Castellammare, ex consigliere comunale pestato per motivi sentimentali

Questioni di cuore, questa secondo gli investigatori sarebbe la motivazione alla base dei fatti avvenuti ripetutamente ai danni di un ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia. Il tutto sarebbe avvenuto tra maggio e giugno 2021 (quando era ancora in carica nella maggioranza di centrodestra). Prima un violento pestaggio, con tanto di sequestro di persona, poi l’incendio delle due auto utilizzate dall’ex politico stabiese.

Nello specifico, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’ex consigliere sarebbe stato prelevato sotto casa da due suoi conoscenti che lo avrebbero costretto a salire a bordo di una vettura e lo avrebbero portato in un luogo isolato, una traversa di via Napoli, nella periferia nord di Castellammare. Lì sarebbero intervenuti altri due uomini, di cui uno armato di bastone, e lo avrebbero malmenato. Calci, pugni, bastonate all’addome, al bacino, alla schiena, e ancora colpi a braccia e gambe, per una prognosi di 13 giorni, come stilato dal medico curante. «Non finisce qui» si sarebbe sentito dire: infatti di episodi se ne verificarono diversi.

Il motivo? Una presunta relazione clandestina tra il consigliere comunale e la moglie di uno degli aggressori, con il quale sembrerebbe esserci stato un rapporto di amicizia in passato. Quando l’uomo tradito ha scoperto “la tresca” ha deciso di vendicarsi. A dargli man forte, poi, il fratello, un amico e una quarta persona, tuttora non identificata. Una vicenda che, alla fine, anche ai complici, è costata caro.

Una brutta storia tornata alla luce ieri mattina, quando è partita un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti delle tre persone, accusate di sequestro di persona e lesioni personali aggravate, reati commessi in concorso con la quarta persona che ancora manca all’appello. Un uomo è ai domiciliari, per gli altri due il provvedimento, attualmente, è il divieto di dimora in provincia di Napoli. Tutti i protagonisti della vicenda hanno tra i 30 e 45 anni.

Lego: “E se si realizzasse la circumvesuviana?”. Detto, fatto.

La circumvesuviana c’è; quella della Lego, si intende. Appena il modellino è stato creato ha ricevuto subito migliaia di like. Non si tratta di un vagone ma dell’intero treno. Quello riprodotto dall’azienda è il Fe 220, realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta, con tre corpi inseparabili, montati su 4 carrelli, di cui quelli a trazione interna sono condivisi. I due carrelli centrali permettono l’articolazione del treno attraverso una piattaforma rotante detta “giostra”. L’idea, apparentemente irrealizzabile, è venuta lo scorso febbraio ad Andrea Testa, giovane appassionato dei mitici “bricks”.

Non vanta lo stesso primato, invece, la vera circumvesuviana che, ancora una volta, è tra le peggiori linee su ferro d’Italia. Un record che emerge dal rapporto Pendolaria 2023 a cura di Legambiente, incentrato principalmente sullo stato della transizione ecologica in Italia e che passa, inesorabilmente, dagli investimenti sul trasporto pubblico, meglio ancora se green. Legambiente afferma chea pesare soprattutto sul trasporto su ferro, con pesanti ripercussioni sul sud Italia, sono i continui ritardi infrastrutturali, i treni poco frequenti, le linee a binario unico, la lentezza nella riattivazione delle linee ferroviarie interrotte, chiuse e dismesse, e poi le risorse economiche inadeguate”.

Campania, De Luca: “Il Governo risucchia i soldi del Sud”

Non le ha mai mandate a dire il governatore della Campania, anzi. Vincenzo De Luca, anche nel corso della riapertura del cantiere per la nuova stazione ferroviaria di Bacoli – un progetto fermo da più di un decennio – è tornato sulla questione, più volte affrontata e battuta, della ripartizione dei fondi tra Nord e Sud e nello specifico ha parlato dei Fondi di sviluppo e coesione, destinati al Sud. De Luca ha affermato: “Un pericolo grave è vedere risucchiati i soldi del Sud dal Nord. C’è un capitolo sui Fsc, i Fondi di sviluppo e coesione, destinati per l’80% al Mezzogiorno. Parliamo di 67 miliardi di euro, con un riparto definito da sei mesi ma il Governo non convoca il Cipess (il Comitato interminesteriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) per fare concretamente l’investimento con 5 miliardi e 600 milioni di euro che spettano alla Campania”.

Non è finita qua. Il presidente della regione Campania, riferendosi al Governo, ha annesso: “Questi hanno in testa di prendere i fondi del Sud e spalmarli sul piano nazionale. La motivazione che daranno è che al sud non spendiamo i soldi, è una grande palla e l’ha detta anche Meloni. Questo nuovo imbroglio serve per dare una motivazione alla rapina dei fondi e dovremo ora fare una battaglia unitaria al Mezzogiorno al di là delle bandiere di partito, perché ci giochiamo il futuro delle prossime generazioni. Dobbiamo combattere con unghie e denti per avere non soldi in più per recuperare, ma almeno gli stessi diritti che hanno i cittadini del Nord”.

Intanto nella giornata di oggi dovrebbe esserci un vertice al ministero delle infrastrutture, voluto dal vicepremier e ministro Matteo Salvini, sulla metropolitana di Napoli, i collaudi, i treni fermi per i test. Una questione di cui abbiamo più volte parlato qui, su Radioclub91. L’appuntamento dovrebbe essere previsto in mattina, a Roma: i vertici ministeriali dei Trasporti e del Tesoro dovrebbero incontrare i sindacati dell’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, L’Ansfisa.

La statua di Maradona ritorna al mittente: parola del Comune di Napoli

Era stata inaugurata a novembre del 2021, raffigura il D10S, è in bronzo ed è a grandezza naturale. La rappresentazione di Diego Armando Maradona, posta dinanzi all’omonimo stadio, fu realizzata dalle Fonderie Del Giudice di Nola e commissionata da Stefano Ceci, amico e manager di Diego. Il Comune aveva donato la donazione in quanto omaggio alla città, all’uomo, alla squadra, alla maglia. Vissero tutti felici e contenti, per un po’.

C’è però poi il seguito di questa storia che viene ora raccontato dalla stampa locale: palazzo San Giacomo ha deciso di restituire l’opera. Perché? A detta delle fonti, il suo valore sarebbe molto più cospicuo di quello ipotizzato inizialmente e i donatori dell’opera non avrebbero avuto le possibilità economiche per creare tale statua con cifre più importanti, ragion per cui, per non cadere in errore, l’ente avrebbe preso questa decisione.

 

Posillipo: rapina in ristorante, minacce e colluttazione ma alla fine viene preso

Un’altra brutta storia quela che viene dalla collina partenopea e che ha per protagonista uno strabiero , presumibilmente moldavo, irregolare sul territorio nazionale. Quando gli agenti di polizia sono intervenuti nel ristorante di via Manzoni, a Napoli, hanno sorpreso un uomo che, armato di coltello, stava rovistando dietro al bancone della zona bar; lo stesso, alla loro vista, li ha minacciati fino a quando i poliziotti, dopo una colluttazione, sono riusciti a disarmarlo e bloccarlo trovandolo in possesso di 620 euro.

Gli agenti hanno accertato che l’uomo, poco prima, si era introdotto nel locale ma era stato scoperto dall’addetto alle pulizie; quest’ultimo, infatti, ha raccontato che l’uomo, minacciandolo con un coltello prelevato dalla cucina del locale, gli aveva intimato di non avvicinarsi mentre prendeva i soldi dalla cassa.

L’uomo è stato arrestato per rapina aggravata, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi, nonché denunciato per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.

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