Radio Club 91

Un successo tira l’altro

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Ciro Immobile, l’incidente con il tram: “È passato con il rosso, ho avuto paura per le mie figlie”

Alle prime ore di domenica mattina viene battuta la notizia: Ciro Immobile, il capitano della Lazio, è rimasto coinvolto in un incidente con l’auto. La sua autovettura si è scontrata con un tram non lontano dallo stadio Olimpico. Le dinamiche, le cause e le responsabilità verranno poi chiarite, intanto sono state acquisite le testimonianze dalla Polizia municipale, in particolare di un testimone che era fermo al rosso e che ha visto la dinamica. “L’urto è stato molto forte – avrebbe dichiarato la persona – l’auto ha urtato il tram che ha sviato dai binari”. L’urto sarebbe avvenuto tra la parte anteriore destra del suv e quella anteriore sinistra del tram.

“È passato con il rosso”, ha dichiarato Immobile a chi gli chiedeva lumi sull’accaduto. Il tranviere è entrato all’Umberto I in codice rosso, poi è diventato arancione. Per fortuna è stato subito dimesso con sette giorni di prognosi. Immobile resta in osservazione al Gemelli: a seconda dell’entità della frattura, da un tale tipo di problema costale si recupera di norma in 10-15 giorni. Con lui anche la figlia maggiore mentre la più piccola, che era anch’essa a bordo del Suv, è stata trasportata al Bambino Gesù. Immobile avrebbe riportato un trauma distorsivo della colonna vertebrale e la frattura composta dell’ XI costola destra. Il capitano biancoceleste salterà con grande probabilità il Torino (22 aprile) e forse anche il big match con l’Inter a San Siro (30 aprile).

Pioggia di affetto intanto per il calciatore campano allenato da Sarri: “Sempre con te, Capitano”; “Forza Ciro”, “Ti aspettiamo”. Per sostenere il titolare della fascia da capitano anche cori da parte dei tifosi della Lazio in trasferta contro il Cittadella femminile.

“Mentre tutto scorre”: si materializza il verde coniglio!

Era il 2005 quando esce il singolo “Mentre tutto scorre” dei Negramaro, stesso titolo dell’album. Lo ricorderete, il testo dice: «Usami, straziami, strappami l’anima, fai di me quel che vuoi tanto non cambia l’idea che ormai ho di te, verde coniglio dalle mille facce buffe»; ebbene adesso il verde coniglio è diventato poltrona.

Si chiama «Green Rabbit» ed è opera del cantante Giuliano Sangiorgi, del Chief Creative Officer di Natuzzi Pasquale Junior Natuzzi e dell’architetto Fabio Novembre. In vendita, in edizione limitata (100 pezzi), in occasione dei 20 anni di carriera della band sarà presentata alla Milano Design Week.

Da domani 17 fino al 23 aprile, la si può vedere in via Durini 24, poi si potrà comunque acquistare: è una seduta avvolgente rivestita da bouclé di lana con lunghe orecchie verdi, un oggetto speciale.

Sangiorgi ha commentato così quel verso della canzone: «Ancora oggi ricevo tantissime domande sul vero significato del verde coniglio. Voglio però che rimanga per sempre così: il mio segreto, un po’ avvolto dal mistero».

Di |2023-04-16T23:54:14+02:0016/04/2023|Musica, News|0 Commenti

Migranti: Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano e Torino firmano documento

“Come sindaci, come amministratori, come cittadini siamo molto preoccupati per le proposte in discussione relative alle modifiche all’unico sistema di accoglienza migranti effettivamente pubblico, strutturato, non emergenziale che abbiamo in Italia”. Queste le parole congiunte del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, di Roma Roberto Gualtieri, di Milano Beppe Sala, di Torino Stefano Lo Russo, di Bologna Matteo Lepore e di Firenze Dario Nardella.

L’immigrazione è sempre stato un tema caldo ma non si era ancora visto un documento dei primi cittadini che si dicono preoccupati per emendamenti proposti da alcuni partiti, sull’esclusione dei richiedenti asilo dal Sai, sulla cancellazione della protezione speciale, misura presente in quasi tutti i paesi dell’Europa occidentale.

“Queste scelte, spiegano nel documento, qualora adottate, non potrebbero che procurare infatti una costante lesione dei diritti individuali e innumerevoli difficoltà che le nostre comunità hanno già dovuto affrontare negli anni scorsi, a fronte di un importante aumento di cittadini stranieri condannati appunto all’invisibilità”. In poche parole i sindaci propongono una rete di comuni, un’apertura verso i progetti che siano inclusivi e integrativi al fine di parlare di risorse e non di creare ghettizzazioni e regressioni socio-cultutali.

Serie A, Napoli-Verona: si pareggia al Maradona e pareggia anche la Salenritana e il Benevento

Un punto a testa con un 0-0 che non incide, che non fa brillare la squadra. Napoli-Verona è una partita senza infamie e senza lodi, con poche iniziative e con poche occasioni trovare. “Siamo stati meno qualitativi di sempre”, parole di mister Spalletti che poi ha annesso: “Quando si è costretti a scalare la squadra in avanti, si deve trovare lo spazio, si deve scalare, e stasera non è stato fatto”.

Un’analisi quella del mister del Napoli che sembra essere la più lucida. Un dato positivo che è stato registrato è il record stagionale sul possesso palla. Stasera 80-20 ma un solo tiro nello specchio. “C’è un equilibrio sul possesso palla e una finalizzazione. Bisogna essere squadra in tutto e per tutto. Essere continui, stare in equilibrio, andare a pressare in maniera continua per cui molte cose vanno messe in fila e con ordine”.

Un cambiamento chiaro, netto, si è visto al 73esimo quando sono entrati Lobotka e Osimhen. Una luce più nitida che però non è bastata per portare i tre punti a casa. Al contempo Spalletti si è detto felice per i tifosi e per il loro supporto. “Adesso ci sentiamo più forti”, chiosa l’allenatore azzurro.

Per la serie A campana anche la Salernitana ha pareggiato con il Torino, un altro piccolo ma significativo passo per Sousa che passo dopo passo si allontana dalla zona hot. Per la serie B il Benevento ha pareggiato. Non è una grande notizia vista la posizione in classifica ma una piccola candela in fondo al tunnel. Per la serie C hanno vinto Turris e Giugliano, hanno perso l’Avellino, che registra un altro risultato non soddisfacente, Juve Stabia e Gelbison

Serie A: il Napoli si prepara per la sfida con il Verona

Dopo la sfida di Champions a San Siro e in attesa del ritorno il 18, il Napoli di Spalletti adesso si prepara a giocare la sfida al Maradona contro il Verona valida per la 30esima giornata di campionato. Il fischio di inizio alle 18. Non ci saranno Simeone per l’infortunio e Ndombele ma è stato invece convocato Osimhen.

Il numero 9 del Napoli ha recuperato dall’infortunio muscolare e domani sarà in panchina. Il bomber del Napoli, che non vede l’ora di scendere di nuovo in campo, ha postato un messaggio sul proprio account Instagram: “È bello essere tornato! Gloria a Dio! Quando sto impiegando ore per raggiungere il mio sogno, non sono preoccupato di quello che gli altri dicono”.

La squadra di Spalletti sfida un Hellas tornato prepotentemente in piena corsa per la salvezza contro il Sassuolo. Il Napoli, invece, è in netto vantaggio sulla Lazio. All’andata, Verona-Napoli del 15 agosto si è conclusa sul risultato di 2-5 con goal. Per gli azzurri segnarono Kvaratskhelia, Osimhen, Zielinski, Lobotka e Politano.

Napoli, festa e sicurezza: al Viminale è stato presentato il piano

Per il quattro giugno le cose sono state predisposte per garantire sicurezza, legalità ma anche e soprattutto la grande festa. Parola del Viminale. E se ne parla a distanza di nove giornate dalla fine della competizione di serie A, dove il Napoli mantiene una distanza di 16 punti dalla seconda in classifica, ovvero la Lazio.

Come vi abbiamo raccontato precedentemente su Radioclub91, sono due le date plausibili per i festeggiamenti: la prima è quando si otterrà la vittoria sulla carta e l’altra è quando il campionato sarà terminato. Tra i provvedimenti sono state garantite più forze dell’ordine, più mezzi pubblici e di conseguenza più controlli. A incontrare il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto Claudio Palomba, il questore Alessandro Giuliano e Aurelio De Laurentiis, presidente del club.

I festeggiamenti si svolgeranno nel post partita all’interno del Maradona, per poi spostarsi in varie piazze della città. Piazza Plebiscito sarà il luogo principale, mentre gli altri luoghi per la festa ‘diffusa’ si ipotizza possano essere: piazza Mercato, piazza Ciro Esposito a Scampia e l’ex base Nato a Bagnoli.

Tragedia al Santobono: muore bambino per le ustioni su tutto il corpo

È stato tutto inutile: i soccorsi, il trasferimento al nosocomio Santobono di Napoli, le tre operazioni a cui è stato sottoposto. Non ce l’ha fatta il bambino di Scafati (Salerno), morto all’ospedale a causa delle ustioni riportate su tutto il corpo e causate dal ritorno di fiamma di una bottiglia con cui aveva gettato dell’alcol nel camino di casa. Il fatto è avvenuto circa 10 giornu fa ma si è appreso oggi.

Lo staff del Santobono, fa sapere il deputato Francesco Emilio Borrelli, ha fatto di tutto per salvarlo ma le ustioni erano molto estese e molto profonde in tutta la parte anteriore del corpo dalla fronte ai piedi.

Alex Baroni: ci lasciava oggi ma la sua voce resta

“Ti nasconderaiDentro i sogni mieiMa io non dormiròMi dovrà passare
E quanti amori avraiChe cosa gli diraiE quanto anche di meIo dovrò cambiare
Amore, non mi provocareArriverò fino alla fine di teAmore, mi dovrà passarePer restare libero, cambiare”.
Chissà quanti di voi ricordano questi versi e associano ricordi. Uno dei tanti successi di Alex Baroni che troppo presto ci ha salutato, che troppo presto ha smesso di diffondere il suo talento facendo commuovere con la sua voce intensa, profonda e graffiante. Alex ci lasciava in un maledetto 13 aprile di 21 anni fa. Oggi avrebbe 56 anni e chissà quanti altri capolavori avrebbe creato.
E proprio in questo triste giorno Giorgia ha twittato: “Oggi è l’anniversario di un maledetto giorno, il tempo vola, i sentimenti e i ricordi no, restano”. E poi su Instagram ha pubblicato una storia: sfondo bianco come a ricordare il cielo e la canzone In my life, dei Beatles, interpretata da Alex.
Cambiare sì, ma certe cose – come ha giustamente sottolineato l’artista – restano, indelebili.
Di |2023-04-14T09:37:57+02:0013/04/2023|Musica, News|0 Commenti

Napoli Città Creativa Unesco? La proposta è partita

Sarebbe la prima volta per il Mezzogiorno, sarebbe una notizia bellissima per la terra di Partenope che riceverebbe una nomina atta a darle lustro e valore. Napoli Città Creativa Unesco è una candidatura partita da imprenditori, politici e rappresentanti culturali della terra campana e che è arrivata tra le mani del ministro Gennaro Sangiuliano il quale sembrerebbe essersi mostrato ben disposto nello sposare l’idea. “Non esiste al mondo una città che più di Napoli ha qualcosa da dire nell’ambito della creatività”, queste testualmente sarebbero state le parole del ministro alla Cultura.

Ieri a Roma, nella sede del Ministero della cultura, il Ministro Gennaro Sangiuliano ha infatti incontrato i rappresentanti del Comune di Napoli e alcune delle personalità che rappresentano le eccellenze napoletane oltre ai parlamentari a sostegno della candidatura del capoluogo partenopeo a città Creativa UNESCO. La Rete delle Città Creative dell’Unesco è stata creata nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile ed è divisa in sette aree corrispondenti ad altrettanti settori culturali (Musica, Letteratura, Artigianato e Arte Popolare, Design, Media Arts, Gastronomia, Cinema).

Tra i promotori della candidatura citiamo Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli in rappresentanza del sindaco Gaetano Manfredi, Luciano Cannito, consigliere del cda del Mercadante, Maurizio Marinella, imprenditore, Ulderico Pinfildi, artigiano dell’arte presepiale, Giuseppe Ascione, proprietario dell’azienda leader nella fabbricazione del corallo, Fabio De Bernardo, presidente dell’Associazione delle Ceramiche di Capodimonte, Fabrizio Luongo, Casa Artigiani, Tiziana Aiello, Associazione Eughea, il cantautore Eduardo Bennato, Alfredo Ferraro, Fondazione Scudieri, i parlamentari Sergio Rastrelli e Michele Schiano.

Champions, Milan-Napoli: una serata da dimenticare

Niente da fare. Si torna a casa con queste consapevolezze: abbiamo perso al girone di andata, al ritorno non ci sarà Anguissa (espulso stasera al 74esimo), non ci sarà Kim (ammonito anche stasera), non ci sarà Simeone e, forse, neanche Osimhen. Se il Napoli ha iniziato a giocare in 10, il Milan sembra quasi abbia giocato in 12 con un arbitro che ha sentenziato nella seconda parte, cambiando linea rispetto al principio.

La sconfitta implica che i quarti di finale di Champions League possano essere l’ultimo traguardo di un Napoli che, adesso per sperare ancora, deve riuscire solo a ribaltare tutto, con un miracolo, il 18. Bennacer ha deciso al 40′. Sono volate altre ammonizioni oltre a quelle sopra elencate, anche Di Lorenzo e Rrahmani; cartellini che hanno -casualmente?- colpito molto di più il Napoli. Il clima in campo era decisamente teso e ha portato a qualche scontro e parola di troppo, soprattutto ha portato a un vantaggio in casa dei rossoneri mai recuperato.

Un Napoli che ci ha provato, che è stato in partita, che ha mantenuto alta la dignità e la personalità. Peccato.

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