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Un successo tira l’altro

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Lega Serie A, Luciano Spalletti eletto allenatore del mese di gennaio

Si dice “Coach Of The Month” ed è il riconoscimento indetto dalla Lega Serie A all’allenatore che si contraddistingue per quei 30-31 giorni del mese. Il tecnico azzurro, Luciano Spalletti, vince ancora. A Ottobre infatti il premio e adesso, per il mese di gennaio, la conferma.

Un ennesimo traguardo per il coach toscano, sempre umile e con i piedi per terra ma che sta portando il Napoli di Aurelio de Laurentiis a vivere il sogno. Gli azzurri, attualmente, sono infatti primi in classifica con uno stacco dal secondo di 13 punti.

Spalletti riceverà il riconoscimento prima del match Napoli-Cremonese in programma il 12 febbraio allo Stadio Maradona.

 

Di |2023-02-03T19:47:17+01:0003/02/2023|News|0 Commenti

Napoli, a settembre torna Liberato

I suoi fans hanno preso carta e penna o hanno già acquistato il biglietto. Sono passati pochi minuti, il rapper Liberato ha comunicato sui social che si esibirà in concerto il 16 settembre a Napoli, in piazza Plebiscito ed è stato subito caos. La data è stata annunciata con un gioco di parole: Tournamm’ a cas’, incrocio tra un tour che prevede diverse tappe europee per poi terminare nella terra di Partenope. Infatti, prima farà tappa a Berlino, Parigi e Londra.

Il rapper napoletano, dal volto coperto, “torna a casa” con la sua musica dopo ben 5 anni. Il suo ultimo concerto nella città partenopea risale al maggio del 2018, con l’evento presso la Rotonda Diaz, mentre lo scorso luglio si è esibito sull’isola di Procida. I biglietti sono già in vendita su TicketOne al costo di 46 euro (Posto Unico) o 57, 50 (PIT), incluse le spese di prevendita.

Resta la domanda: chi è Liberato? In realtà, nel corso degli anni più volte l’identità del rapper è stata “svelata” per poi essere smentita. Già nel 2019 il nome di Liberato fu accostato a quello di Gennaro Nocerino ma al momento non risultano né conferme né smentite.

 

Di |2023-02-03T18:53:08+01:0003/02/2023|Musica, News|0 Commenti

Nerano: è stato ritrovato il bimbo di tre anni

È stato ritrovato Gennaro Rotoli, il bambino di tre anni scomparso questa mattina a Nerano. Non era lontano dalla sua abitazione in una strada molto stretta e sterrata, non percorribile dalle auto, dietro a un ristorante.

Sul posto erano confluite tutte le forze dell’ordine. Accanto ai carabinieri anche polizia e guardia di finanza con rinforzi di protezione civile e vigili del fuoco. Nella zona della scomparsa erano già presenti i cani molecolari per aiutare i soccorritori delle ricerche. Posti di blocco sono stati disposti lungo tutta la penisola sorrentina e la costiera Amalfitana con controlli di tutti i veicoli in transito. A coordinare le operazioni di ricerca la procura di Torre Annunziata.

A trovarlo, un appuntato scelto dei Carabinieri insieme a dei volontari. Spaventato, il piccolo è stato trasportato in ospedale per le visite di controllo, sembra essere in buone condizioni.

 

Covid19, Eav: autisti vincono il ricorso contro l’azienda

Quanto segue è il testo del comunicato:

“La società #EAV è stata condannata dal giudice del tribunale di Napoli, Dr. Francesco Armato, con sentenza n. 603/2023 del 31.01.23 per non aver distribuito i necessari DPI durante l’emergenza sanitaria mondiale da COVID 19 al personale Operatore di Esercizio del deposito di via Galileo Ferraris.

Sono state riconosciute le ragioni di tre lavoratori che sono ricorsi alle vie legali – assisti dall’avvocato Giuseppe Marziale – denunciando il fatto di essere stati ingiustamente sospesi dal soldo e dal servizio per 15 giorni e trasferiti dal deposito di via Galileo Ferraris al deposito di via nuova Agnano per essersi rifiutati di uscire alla guida dei bus senza aver ricevuto dall’azienda i necessari Dispositivi di Protezione anticovid.

Il giudice ha riconosciuto la fondatezza del ricorso dei tre autisti di bus e ha ordinato alla società di trasporto regionale EAV srl di annullare le sanzioni disciplinari di 15 giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione, nonché di corrispondere ai ricorrenti le somme illegittimamente trattenute. Inoltre, ha annullato il trasferimento di deposito ed ha condannato la società EAV alle refusione delle spese di lite liquidate in euro 2.700,00 oltre spese generali, iva e cpa.

I fatti risalgono al mese di marzo 2020, alcuni dipendenti, circa una quindicina, si rifiutarono di mettersi alla guida del bus perché non avevano ricevuto i dispositivi di protezione anticovid descritti in un ordine di servizio a firma del presidente dell’Eav Umberto De Gregorio che si richiamava alla normativa nazionale.

L’Eav pur dando avvio al procedimento disciplinare nei confronti di tutti i dipendenti che si erano rifiutati di rendere la prestazione lavorativa per mancanza di DPI anti COVID, ha poi irrogato la sanzione disciplinare soltanto a tre operatori di esercizio, incidendo sulla valutazione di legittimità e proporzionalità della sanzione irrogata.

La sentenza del giudice, conferma il corretto comportamento dei lavoratori nel rifiutare di uscire dai depositi senza DPI alla luce delle conoscenze disponibili in quel determinato momento storico e dell’assenza di cure idonee a sconfiggere il virus, dalla potenzialità altamente mortale dell’infezione da COVID-19 e dall’alto livello di esposizione al rischio contagio connesso allo svolgimento della prestazione lavorativa assegnata quali addetti ai pubblici trasporti la cui attività non è mai cessata nonostante il lockdown nazionale.

Una condanna storica nei confronti di una società e di un management che, troppo spesso, per nascondere la propria incapacità gestionale ed organizzativa esercita il potere disciplinare non in funzione dell’interesse pubblico, ma da motivi pretestuosi e sorretti da un intento ritorsivo nei confronti dei lavoratori e dei sindacati autonomi non allineati al sistema clientelare presente nelle aziende partecipate del Comune di Napoli e della Regione Campania.”.

Galleria Vittoria: moto in fiamme

Paura ma per fortuna solo quello. Scene di panico nella Galleria Vittoria a seguito di uno scooter in fiamme: spessa coltre di fumo e automobilisti costretti a tornare indietro anche in retromarcia per non rimanere intrappolati nelle fiamme.

È successo tutto in pochi minuti, il tempo che lo scooter fosse completamente avvolto dal fuoco. Provvidenziale è stato l’intervento di un autista dell’Anm che procedeva nello stesso senso di marcia dello scooter. L’autista ha fermato il mezzo pubblico a distanza di sicurezza e poi con l’estintore che era a bordo del bus ha iniziato a spegnere le fiamme.

Sanremo, rischio anarchici: la città sarà blindata

La città e il Festival della canzone italiana saranno “sotto scorta”. Con l’allarme di possibili azioni di anarchici, per il caso Cospito, la sicurezza è stata rafforzata. Saranno 150 le unità in più al giorno e sono 100 gli uomini già presenti. Controlli con metal detector ai varchi della “zona rossa” attorno all’Ariston, unità speciali, tra cui reparti prevenzione crimine; unità antiterrorismo e specialisti della cyber sicurezza, utilizzo delle telecamere pubbliche di videosorveglianza, controlli in mare per Costa Smeralda. Questo il piano voluto e deciso dal questore della città, Giuseppe Peritore che ha spiegato che “il dispositivo è stato rafforzato a prescindere da una allerta specifica per garantire la sicurezza dell’evento”.

Il dispositivo è stato reso ufficiale nella riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal neo prefetto Valerio Massimo Romeo, a cui è seguito un tavolo tecnico in questura coordinato dal questore Peritore. “Nel corso del tavolo tecnico – dice il questore – è stato valutato l’impiego di dispositivi di rinforzo messi a disposizione dal dipartimento di pubblica sicurezza. Si tratta di 150 uomini che si aggiungono ai cento impiegati a livello territoriale, tra polizia, carabinieri e guardia di finanza”. “L’impianto si basa sull’intensificazione e il controllo del territorio con un presidio fisso rinforzato sugli obiettivi dove si svolgono le manifestazioni. Per la gestione delle operazioni è stata attivata una unità di crisi, in commissariato a Sanremo, con rappresentanti di tutte le forze di polizia e componenti della Rai”.

Palazzo Moscati: il Comune mette i sigilli

Ci sono i sigilli adesso fuori al palazzo di San Giuseppe Moscati, il medico che curava i poveri. Oggi è avvenuto lo sgombero da parte del Comune ma se ne parlava da un lustro; da quando crollò il solaio nella casa abitata dal santo e che per molti anni, fino alla sua scomparsa, è stata vissuta poi dalla signora Elena Fazio.

Cinque le famiglie coinvolte, circa cento agenti delle forze dell’ordine che sono stati dispiegati per rendere escutivi gli sfratti. «Non voglio andarmene, mi butto giu». Queste le parole di uno degli abitanti (abusivo) che poi sembrerebbe abbia aperto il gas. Tutti fuori adesso.

Le cause sono legate all’inagibilità, sebbene solo alcune aree siano in effetti a rischio. Alcuni abitanti sono abusivi, altri no. Adesso cercano e attendono una collocazione per la notte e per l’avvenire

Caso Cospito e 41bis. L’esito della conferenza stampa dei ministri Nordio, Piantedosi e Tajani

Alfredo Cospito “è stato trasferito per sicurezza sanitaria ma non cambia il suo regime carcerario, la scelta del trasferimento è stata fatta perché Opera ha una struttura sanitaria forse la più efficiente in Italia, ma il 41 bis non cambia”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio TAJANI in conferenza stampa con i ministri Nordio e Piantedosi sulle decisioni di ieri del Consiglio dei ministri e poi Tajani ha annesso: “Ci auguriamo che tutti sostengano l’azione del governo contro la violenza”. “Lo Stato reagisce con la forza della legge alla violenza di chi ha attaccato beni privati e pubblici, in Italia e all’estero, si è orchestrata una campagna internazionale anarchica contro le istituzioni e contro i beni privati”, ha detto Tajani.

Subito dopo l’intervento del ministro dell’Interno Piantedosi che annette: “La minaccia del suicidio in carcere o di lasciarsi morire di fame non può stravolgere i principi democratici riguardo al trattamento penale stabilito dai processi. Nella Costituzione non c’è scritto che lo sciopero della fame può alterare il sistema di funzionamento della democrazia”.

Infine Nordio: “In questo momento storico il 41 bis penso sia indispensabile e sia necessario mantenerlo”, ha aggiunto Nordio.

Nato a Pescara nel 1967, ma residente nel quartiere San Salvario di Torino, Alfredo Cospito è ritenuto uno degli elementi di spicco del mondo anarchico torinese. Il suo nome compare nelle inchieste sul mondo dell’insurrezionalismo già nel 1996. Cospito è in carcere già da 10 anni per la gambizzazione, nel 2012, dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Cospito è il primo anarchico a finire al 41-bis, misura disposta lo scorso maggio per quattro anni. Da tre mesi è in sciopero della fame e le sue condizioni di salute continuano a peggiorare di giorno in giorno.

Giovani uccisi a Ercolano, pm chiedono ergastolo per camionista

“Palumbo ha ucciso al di là di ogni ragionevole dubbio per vendetta e senza alcuna causa di giustificazione”. Così il pm Luciano D’Angelo a proposito del caso di Vincenzo Palumbo, l’autotrasportatore di 53 anni che uccise due giovani davanti alla sua abitazione di Ercolano. I sostituti procuratori (Daniela Varone e Luciano D’Angelo) hanno  chiesto per lui l’ergastolo e hanno motivato: “La pena non può che essere l’ergastolo, quella più alta che la società civile può immaginare. E non ci sono attenuanti che tengano perché nulla è emerso nelle condotte di Palumbo da lasciare spazio alla concessione di attenuanti. Nulla che abbia lasciato intravedere un senso di pietà”, ha detto il pubblico ministero chiudendo la sua requisitoria.

Era la notte tra il 28 e il 29 ottobre del 2021. A cadere sotto i colpi dell’arma da fuoco impugnata da Palumbo furono Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, due giovani scambiati per ladri.  Vincenzo Palumbo è accusato del duplice omicidio volontario

Cimitero di Pozzuoli: scoperti diversi furbetti dei cartellini

C’è chi era in ferie, chi tornava a casa per pranzo, chi a lavoro non era mai andato ma risultava comunque presente grazie alla complicità di qualche collega che timbrava il cartellino al suo posto. Ancora furbetti, ancora imbrogli pur di ottenere il buono pasto o, peggio, la giornata pagata e magari anche lo straordinario.

Questi sono alcuni esempi dei 428 episodi finiti all’attenzione dell’inchiesta che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci lavoratori in servizio presso il cimitero di Pozzuoli: si tratta di quattro dipendenti comunali e di sei lavoratori socialmente utili accusati, in concorso tra loro, di truffa e falsa attestazione delle presenze sul posto di lavoro mediante lo scambio improprio di badge elettronici. Tutti si occupavano di servizi cimiteriali tra cui tumulazione, scavo e traslazione di salme.

L’indagine prende in cosiderazione il periodo compreso tra il 9 aprile e il 2 novembre del 2019 attraverso intercettazioni ambientali.

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