Radio Club 91

Un successo tira l’altro

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Omicidio Giulia Tramontano, oggi alla terza udienza anche l’altra donna. Intanto Chiara scrive: “Ergastolo a vita”

“Negava di essere il padre del bambino nel grembo di Tramontano”. Queste le parole dell’altra donna del 31enne Alessandro Impagnatiello, dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Milano. Il 31enne è accusato dell’omicidio di Giulia Tramontano e di Thiago, il figlio mai nato. I fatti sono avvenuti il 27 maggio 2023, Giulia, 29enne di Sant’Antimo, era incinta di sette mesi e le furono inferte 37 coltellate, prima avrebbe provato anche ad avvelenarla.

Oggi la terza udienza del processo iniziato lo scorso 18 gennaio. “Mi aveva detto che lei era rimasta incinta ed era sola e aveva minacciato di farsi del male” ha aggiunto la donna italo-inglese che aveva una relazione parallela. Ha poi spiegato che, appena comprese gli inganni di Impagnatiello, l’amante provò ad avvertire la fidanzata del killer. Queste le parole, tra le lacrime, della 23enne:”Non sapendo come gestire la situazione volevo aiutare Giulia, farle capire, darle qualcosa di concreto e farle capire cosa stava succedendo”. Poi il pm Alessia Menegazzo le ha poi chiesto della gravidanza avuta con Impagnatiello e della successiva decisione di abortire, la ragazza a quel punto si è commossa e ha avuto bisogno di qualche secondo prima di rispondere.

Intanto l’imputato ha tenuto la testa bassa. Oggi sono stati chiamati a deporre infatti anche la sorella e la madre della ragazza uccisa, così come la madre e il fratello di Impagnatiello. “L’uomo potrà sfuggire alla giustizia umana ma non a quella divina” scriveva Giulia sul suo profilo il 20 marzo 2019, e su questo post la sorella Chiara, circa un’ora prima dell’udienza, ha aggiunto: “Una sola condizione: ergastolo a vita”.

“Mi manchi” l’ultimo singolo di Levante racconta il rumore nel silenzio

“Mi manchiNell’ora più buia la notte non sa consolarmiSospiro di più ma è lo stesso se sto in mezzo agli altriNessun buon consiglio per smettere di tormentarmiNon prendo più sonno, potessi mi cucirei gli occhiIl cielo ha inghiottito le stelle, la luna ha i suoi drammiLa luce è lontana dal letto, hai letto, “Mi manchi”?Nessuna risposta, è già la risposta che è tardiChe è tardi”
Questa è la prima strofa del singolo “Mi manchi” di Levante, facente parte dell’album dello scorso anno denominato “Opera futura”. Levante è tornata e si racconta nel suo struggente momento di dolore alla ricerca dell’amore, alla ricerca di sé. Si è persa nella depressione proprio mentre metteva al mondo la sua creatura più preziosa e ora, lentamente, si sta ricercando. In questo nuova canzone si riflette delle mancanze. Fa rumore un silenzio, soprattutto quando si vorrebbe sentire una voce complice e rassicurante; soprattutto quandosi ha bisogno di parole di conforto capaci di accarezzare un’anima provata. Quando tutto questo non c’è, manca. Un’assenza colmata con il pensiero ossessionato della ricerca, per potersi illudere di poter condividere il vuoto.

Sul suo album aveva dichiarato: “Opera futura è il ritratto di una parte di me che non conosco ancora o, perlomeno, non del tutto. Per certi versi i brani che ho scritto, fin dalla composizione, restituiscono un’immagine familiare, rassicurante e immutata di me, per altri versi una trasformazione radicale e inquietante (come qualsiasi improvviso cambiamento) che mi è apparsa come una premonizione. È come se avessi dissotterrato la ragazza di MANUALE DISTRUZIONE, che credevo perduta, e contemporaneamente mi fossi vista nel domani. In fondo è così che si va nel futuro, d’improvviso vivendo”.

E ne video di “Mi manchi” la sua trasformazione c’è tutta, statica, fissa, dinanzi a una telecamera; immobile per alcuni aspetti ma nuova, totalmente altra, dall’altro lato.

Di |2024-02-29T08:10:03+01:0029/02/2024|Musica, News|0 Commenti

Voragine a Via Morghen, i condomini: “per rientrare in casa pagheremo noi i lavori”

Sembra surreale la storia dei condomini di via Morghen 63. Parliamo del palazzo colpito dalla voragine e che, scendendo le scalette, diventa il palazzo di via Solimena. In ogni caso, nella notte del 21 febbraio per gli abitanti della struttura è iniziato un incubo. Da un lato il crollo del mando stradale che ha inghiottito anche due auto –  in una vi era il consigliere della V Municipalità Giulio Delle Donne che ai microfoni di Club91 ha raccontato così quei momenti

dall’altro lato il muro che è crollato, il fango che è entrato nel palazzo e che si è solidificato. Intanto le famiglie sono state sfollate, possono entrare una volta al giorno accompagnate da una persona in divisa. Dove vivono? Da amici e parenti perché non sono state previsti alloggi di altro genere ma, soprattutto, per poter rientrare in casa pagheranno ingenti cifre. Questa la testimonianza di Thessy Sembiante. Nella vita si è occupata di teatro, produzione teatrale, gestione trentennale del Teatro Mercadante, ora è una sfollata:

Nuovo raid contro i bus dell’Eav: forato il finestrino, nessun ferito.

Ha udito un forte rumore, è sceso dall’autobus che stava guidando e ha scoperto il foro nel vetro, proprio dal suo lato dove guidava. Erano le 21.50 circa di ieri sera, il mezzo era in servizio di linea sulla tratta Torregaveta-Fusaro e il boato è avvenuto nei pressi dell’ufficio postale di Torregaveta.
Fortunatamente non si sono registrati feriti, ma le conseguenze sarebbero potute essere drammatiche. Episodi di questo tipo -in passato- sono già accaduti a Napoli. In un primo momento, era stato ipotizzato il colpo di pistola e il buco causato da un proiettile ma nella seconda ricostruzione si è chiarito che a colpire il mezzo sarebbe stata una biglia.
Non avrebbe sconvolto il primo caso. A gennaio scorso sono stati 20 i bus dell’Anm ad essere stati danneggiati con colpi esplosi da una pistola ad aria compressa.  Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine per verificare i danni al mezza e raccogliere informazioni utili alla ricostruzione.

Il Napoli vince la Coppa Italia di Basket dopo 18 anni

Davide contro Golia vince ancora. Era difficile ma non era impossibile e il traguardo storico è finalmente arrivato. Il Napoli Basket ha riscritto le pagine dello sport: la Gevi ha battuto l’Olimpia nella finalissima di Torino in un match indimenticabile e ricco di emozioni. Con un punteggio finale di 72-77 i ragazzi di coach Igor Milicic riescono nell’impresa contro Milano. La Coppa Italia viene conquistata da Partenope per la terza volta. La prima volta fu con la Partenope nel 1968 e nel 2006 poi con la Carpisa di Maione.

Questo il commento post partita del presidente della Gevi Napoli Federico Grassi

Alle 18 la squadra vincitrice del tricolore sarà premiata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi presso la sala giunta di Palazzo San Giacomo.

Musica, Sangiovanni: “Devo fermarmi. Inutile fingere che stia bene”

Dopo Sanremo ha detto basta, almeno per un po’. Vive un momento complesso e lo descrive egli stesso dicendo che non può più fingere che le cose stiano andando bene e che sia felice. Sebbene sul palco dell’Ariston abbia sorriso tanto anche quest’anno con quel viso da bravo ragazzo, Sangiovanni ha scelto di mostrare il suo disagio e, forse, “Finiscimi” era un messaggio. L’ufficialità è arrivata sui social, con una comunicazione da instagram: “A volte bisogna avere il coraggio di fermarsi e sono qui per condividere con voi che ho deciso di farlo”. E quindi pausa. Stop ai progetti, i concerti, l’uscita dell’album “Privacy”. Tutto rimandato.

“Grazie a quest’esperienza ho capito che essere se stessi e dire la verità è importante, bisogna accettare quello che si è” ha scritto Sangiovanni. A scanso di equivoci ha spiegato che non c’entra la classifica della kermesse della musica italiana e poi ancora: “Ho ricevuto tantissimo sostegno che non mi aspettavo e tantissima comprensione che per me in questo momento rappresentano la cosa più importante”. Infine, rassicra tutti i fans aggiungendo:”Non sto mollando, credo tanto nella mia musica e in questo progetto – ha sottolineato – ma allo stesso tempo non ho le energie fisiche e mentali in questo momento per portarlo avanti. Non ve lo meritate voi, e non se lo merita il mio team (che per altro ringrazio per la vicinanza). Voglio stare bene per condurre al meglio la musica vista come lavoro”.

Continuerà a scrivere in studio, a esserci silenziosamente, a produrre senza manifestarsi direttamente perché il dolore e il vuoto possono essere ottimi input per creare meravigliose opere; citando De André: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

Di |2024-02-19T08:11:58+01:0019/02/2024|Musica, News|0 Commenti

Dal gioco online al cyberbullismo: denunciato Michele Napolitano

Doveva essere un momento di svago, un’evasione dalla realtà e, invece, è diventato il luogo del bersagliamento. La storia ha per protagonista un ragazzo di 16 anni della provincia di Napoli che si dilettava su un videogioco online. Un giorno litiga virtualmente con un altro utente, suo sfidante nella piattaforma e quello è diventato l’inizio di un incubo. Sarebbe stato insultato e minacciato di continuo al punto che avrebbe scelto di abbandonare il gioco e rivolgersi ai suoi genitori; da lì la denuncia ai carabinieri.

Dall’altra parte dello schermo c’era Michele Napolitano il tiktoker di 25 anni con migliaia di followers. L’influencer residente a Melito di Napoli, avrebbe alimentato la gogna mediatica nei confronti del 16enne. Con questa accusa è stato denunciato dai carabinieri per atti persecutori

Musica, Gaia racconta il dolore che si crea e trasforma in “Invincibile”

Il frame è quello di un’immagine in bianco e nero con il primo piano di una donna che ha una lacrima sul suo volto e un microfono dinanzi alle sue labbra, probabilmente l’unico mezzo per comunicare e urlare il dolore. “Invincibile” è l’ultimo singolo di Gaia e sarà disponibile a partire dalle 14.30 di oggi, 16 febbraio.

“Quando una stella muore fa male” direbbe Giorgia. Ecco, il concetto è il medesimo. Il dolore che resta dopo la fine di una relazione, talvolta è insopportabile. Si trova la forza di perdonare, magari, ma resta quel bruciore nel cuore resta per un bel po’. Poi si reagisce e ci si rialza.

“Invincibile” è una canzone che racconta questo passaggio anche attraverso il suono. Si parte con il pianoforte, la voce e un mood lento attraverso il quale si crea un clima intimo poi entrano in gioco gli altri strumenti e la canzone si apre, la voce si fa forte, potente, invincibile.

Di |2024-02-16T08:42:05+01:0016/02/2024|Musica, News|0 Commenti

Cercola, tragedia evitata nella notte di San Valentino

Il 14 febbraio è il giorno che, quasi tutti, associano all’amore, ai cuori rossi e ai baci perugina. La cronaca non ci racconta questa fiaba, purtroppo. Sono 8 i femminicidi da inizio anno; questo poteva essere il nono. Continuano nel giorno di San Valentino le notizie sugli amori malati, possessivi, aggressivi, violenti, pericolosi. L’ultima segnalazione e l’ultima tragedia evitata viene da via Matilde Serao a Cercola. Un uomo di 39 anni è stato trovato dai carabinieri sul pianerottolo al secondo piano di una palazzina mentre impugnava una cesoia da giardinaggio e colpiva la porta di un’abitazione a spallate.

Al suo interno l’ex compagna che teneva stretti i tre figli di 14 12 e 6 anni, temendo il peggio. La donna, vittima di vessazioni da anni, nonostante la separazione gli portava il pranzo e la cena ogni giorno. Per una volta aveva mancato l’appuntamento e aveva saltato un pasto. Questo avrebbe scatenato l’ira funesta dell’uomo. Agitato, verosimilmente sotto effetto di stupefacenti, è stato disarmato con fatica dai militari e per lui sono scattate le manette. Ora è in carcere, in attesa di giudizio.

Tragedia a San Giovanni a Teduccio: è stato un omicidio-suicidio

Ha ucciso sua moglie, è uscito fuori al balcone del suo appartamento, una palazzina al quarto piano di via Raffaele Testa di San Giovanni a Teduccio e ha iniziato a sparare. Ha fatto fuoco contro gli agenti che erano giunti sul posto e contro i passanti, per fortuna non ferendo nessuno. La zona è stata transennata e messa in sicurezza intanto sono giunte anche l’ambulanza e i vigili del fuoco. Quando gli agenti della polizia sono riusciti a fare irruzione hanno  trovato il suo corpo di fianco a quella della consorte.

Prima il panico, poi lo sgomento e un immenso senso di dolore è quello che lascia la guardia giurata di 54 anni. Pare che la coppia avesse tre figli, due a scuola al momento della tragedia, il figlio più grande in gita scolastica. Alla base del folle gesto ci sarebbe la disperazione per aver perso il lavoro e la conseguente crisi depressiva.

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