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12/07/2024

Napoli: Il Comune destina circa 30mila euro ai Gigli di Barra

Il 22 giugno, o nella domenica che segue il 22 giugno, Nola diventa la meta più ambita per rispettare e omaggiare un’antica tradizione, quella dei Gigli. Un evento atteso e desiderato che nasce da una festa religiosa dedicata al vescovo Paolino (la festa nasce per omaggiare San Paolino), il quale si sacrificò donando i suoi averi e se stesso ai Visigoti in cambio della liberazione dei nolani resi schiavi dopo le invasioni dei barbari. La festa consiste in una processione in cui vengono trasportati ceri addobbati posti prima su strutture rudimentali e poi su cataletti, divenuti infine 8 torri piramidali di legno più una barca che simboleggia il mezzo con cui San Paolino è tornato a Nola. Tali costruzioni lignee, denominate appunto “gigli”, hanno assunto nell’800 l’attuale altezza di 25 metri con base cubica di circa tre metri per lato, per un peso complessivo di oltre venticinque quintali.

Da Nola nascono e crescono altri Gigli: Casavatore, Brusciano e Barra. Quest’ultima è divenuta patrimonio dell’Unesco nel 2013. Dedicata a Sant’Antonio e Sant’Anna, si svolge nell’ultima domenica di settembre. Così come a Nola, a Barra la Festa consiste nel trasportare obelischi di legno portati in spalla da circa 120 persone a ritmo di musica.

Adesso, la Giunta del Comune di Napoli, su proposta del sindaco Gaetano Manfredi, ha approvato le linee di indirizzo per la costituzione della Fondazione I Gigli di Barra al fine di tutelare l’usanza e conservarne la bellezza. La festa, finora organizzata da comitati e paranze di quartiere, sarà realizzata ora dal Comune attraverso una dotazione iniziale di 30 mila euro.

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