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05/12/2022

Soldi per superare consorsi pubblici delle forze dell’ordine: tre condanne e tre assoluzioni

La dinamica è più o meno nota: è un “do-ut-des”: in cambio di soldi sono promessi favori; in questo caso il “des” sarebbe stato il superamento del concorso o della polizia penitenziaria, o di carabinieri, esercito, aeronautica. L’inchiesta, che ha portato nel novembre scorso all’esecuzione di 14 misure cautelari, è stata condotta dal Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria (Nic), e ha consentito di portare alla luce una serie di episodi corruttivi verificatisi tra la fine del 2020 e la prima metà del 2021, dai due agenti della Polizia Penitenziaria Spena e Russo, i quali avrebbero parlato – in telefonate intercettate – anche di somme cospicue pari a 20mila euro che avrebbero dovuto ricevere da un candidato. Peraltro Spena e Russo furono arrestati a luglio 2021 dai poliziotti del Nic perché sorpresi in flagranza, all’interno degli uffici di un’organizzazione sindacale, mentre ricevevano 8mila euro.

Si è concluso dunque con tre condanne e tre assoluzioni il processo, svoltosi con rito abbreviato, nato dall’indagine della Procura di Napoli sul giro di tangenti. Le condanne, per corruzione, hanno riguardato i due agenti della Polizia Penitenziaria che svolgono anche funzioni sindacali, Errico Spena e Maurizio Russo. Spena, per il quale il pm aveva chiesto 12 anni di reclusione, è stato condannato dal Gup di Napoli  a 5 anni e otto mesi (gli sono state riconosciute le attenuanti generiche); Russo a sei anni e sei mesi di carcere. Quattro anni e due mesi invece per Giorgio Spina, caporal maggiore dell’Esercito.

Il gup ha poi assolto l’assistente capo della Polizia Penitenziaria Aniello Aversano in servizio al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Assolti anche altri due imputati: Kevin Romano e Riccardo Silvestro.

 

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