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15/06/2024

Secondigliano: il campo di calcio Emilia Laudati per i ragazzi del quartiere ma… solo se vanno a scuola!

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” cantava De André. Con questo incipit le persone per bene del quartiere di Secondigliano si sono rimboccate le maniche e hanno trasformato una zona nota per i clan di camorra in un luogo da visitare dove i termini riscatto, speranza, ripartenza, legalità diventassero le parole chiave. Rientra in questo quadro d’insieme l’ultima iniziativa dall’associazione sportiva dilettantistica “Asd Secondigliano” guidata dal giornalista Vincenzo Strino. Da oggi il campo di circa mille quadrati, che sorge al limite del parco comunale “Laudati” e che era abbandonato da tempo, è aperto a tutti i ragazzi che risiedono lì ma a una condizione: devono frequentare la scuola.

Chi lo frequenterà, infatti, dovrà mostrate ogni quadrimestre la pagella e se ci sono delle lacune nel profitto sarà aiutato a superarle. Attraverso lo sport, insomma, si punta anche a prevenire il fenomeno dell’evasione scolastica. Il campetto è stato riqualificato grazie a una sottoscrizione avviata da ‘Il Fatto quotidiano’ che ha visto 500 persone mettere insieme 26mila euro. La somma necessaria per la risistemazione del terreno di gioco mentre una ditta di Castellammare di Stabia, la Vuolo Group, si è fatta carico del ripristino delle recinzioni.

L’inaugurazione si è tenuta sabato alla presenza tra gli altri, del procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, la vicedirettrice del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva, la presidente della Fondazione del Fatto Quotidiano, Cinzia Monteverdi e Vincenzo Strino, presidente dell’Asd Secondigliano. “L’obiettivo è sempre stato quello di restituire alle regole, passo dopo passo, fette di territori”, ha dichiarato il primo cittadino che poi ha precisato che Palazzo San Giacomo “è sempre accanto ai cittadini perbene di Napoli, in ogni quartiere, che sono la stragrande maggioranza, qui come altrove”. Melillo invece descrive così il campo di calcio e l’iniziativa per dare una nuova alternativa ai giovani: “un dono da custodire” queste le sue parole.

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