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31/01/2023

Ischia: un’altra ferita

Frana a Ischia: otto le vittime accertate,  quattro i dispersi; più di 200 sfollati. In 20 ancora isolati senza acqua né luce. Disposto lo stato di emergenza. Stanziati 2 milioni. La procura di Napoli ha aperto un fascicolo relativo alla frana; l’inchiesta della procura risponde alla plausibile accusa di “Disastro colposo”. Per ora nessun iscritto nel registro degli indagati

Il capo della protezione civile Fabrizio Curcio è da giorni a Ischia, sul luogo del disastro nel comune di Casamicciola. Mentre si continua a scavare nel fango per cercare i dispersi e si piangono le vittime, di cui tre bambini, Curcio analizza la situazione globale del Paese, e i numeri sono drammatici. “Il 94% dei Comuni, ovvero 7.400 centri, – spiega Curcio – è a rischio di alluvioni, frane, erosioni costiere: sono state recentemente censite 625 mila frane di cui un terzo a cinetismo rapido. L’Italia è tutta a rischio. Fatichiamo a fare una classifica perché il pericolo è molto esteso”.

“I problemi – prosegue Curcio – sono tre: abusivismo, mancati investimenti e scarsa manutenzione. Sono come le tre gambe di uno stesso tavolino, hanno tutte la loro importanza. Bisogna rispettare di più il rischio e non cedere ad atteggiamenti irresponsabili”.

Intanto Simonetta Calcaterra, l’attuale commissario prefettizio del Comune di Casamicciola, assumerà anche la funzione di commissario straordinario dopo la dichiarazione dello stato di emergenza deciso dal governo Meloni.

“È successo una Casamicciola” si dice spesso in Campania per indicare un disastro. Il riferimento è al terremoto del 1883 che colpì Ischia: oltre 2.300 vittime. Da allora però alla fragilità morfologica dellʼisola si è aggiunta la mano sconsiderata dellʼuomo che ha costruito senza regole. “Una casa su due a Casamicciola è abusiva” ha detto il leader dei verdi Angelo Bonelli.

La Caritas di Napoli ha avviato una raccolta a favore degli sfollati di Casamicciola. Il punto di riferimento è il Binario della Solidarietà in via Taddeo da Sessa, nei pressi della stazione ferroviaria di Napoli. Si chiedono tute per bambini dai 2 ai 12 anni e gli indumenti per ogni fascia d’età.

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