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06/10/2026

La Radio: 102 anni d’amore

“A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera”. Fu questa la prima frase pronunciata da Ines Viviani Donarelli, preceduta dall’orario e dalla stazione, che segnò la nascita della prima trasmissione radiofonica ufficiale. Era il 6 ottobre del 1924, 102 anni fa, al microfono una donna. Da allora, il mezzo più magico e potente di sempre, ha continuato, tra alti e bassi, a raccontare, informare, trasmettere, appassionare.

Quello annunciato alle ore 21.00 alla Stazione 1 di Roma, era un “format” che prevedeva un concerto di musica classica intervallato da brevi notiziari. Fino al 1976 vi fu però il Monopolio di Stato la cui fine si ebbe solo quando la Corte Costituzionale emise la storica sentenza che legalizzò le trasmissioni radiofoniche private a carattere locale, dando il via alle radio libere. Il manifesto di quell’anno fu la canzone omonima, “La radio” di Eugenio Finardi e Lucio Fabbri: «Amo la radio perché arriva dalla gente entra nelle case e ci parla direttamente se una radio è libera, ma libera veramente piace ancor di più perché libera la mente»

Un amore mai concluso, nonostante la concorrenza della televisione, dei social, di tutti gli altri mezzi di informazione e comunicazione. Il suo fascino era intramontabile. Il suo simbolo altrettanto. Chi faceva marketing lo sapeva bene. Nel 1990 gli abbonati di Topolino, ricevettero in regalo per la prima volta una piccola radiolina FM a batteria con l’effigie di Mickey Mouse. Successe ancora nel 1992 e negli anni 2000.

Oggi, in un mercato vintage, fermatevi dinanzi a una radio. Osservatela, compratela, toccatela. Quella è la nostra storia. Abbiamo deciso di ripercorrere questo percorso sui nostri social citando degli autori che hanno scritto brani raccontando la sua bellezza. Un iter a ritroso: “Le rondini” di Lucio Dalla (1990); “Canzoni alla radio” di Stadio (1986) e ovviamente “La Radio” di Eugenio Finardi (1976)

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